Amore tossico, come liberarsi da una relazione tossica?

Amore tossico, come liberarsi da una relazione tossica?

amore tossico

Il termine “amore tossico” viene utilizzato per riferirsi a tutto ciò che accade quando si vive una relazione che procura sofferenza. Le relazioni tossiche sono infinite, e non riguardano solo i rapporti di coppia. Il punto in comune è la sofferenza dalla quale si è intossicati che ha il sapore della dipendenza. Si definisce tossica: “qualsiasi relazione tra persone che non si sostengono a vicenda, dove c’è conflitto e uno cerca di minare l’altro, dove c’è competizione, dove c’è mancanza di rispetto e di coesione“. 

Amore tossico: le relazioni

Sappiamo che le relazioni cambiano e si evolvono. Quando le cose funzionano, come nella favola di Amore e Psiche, dall’innamoramento si passa all’amore. I due innamorati decidono perciò di unirsi in matrimonio e magari di fare un bambini.

Talvolta accade che due persone si riconoscono con un semplice sguardo e vivono un amore platonico per tutta la vita. Qualche volta la scelta di vivere un amore platonico avviene perché l’ambiente non è favorevole ad un unione amorosa caratterizzata dall’appartenenza fisica. Questo è il caso di Dante, che ha trasformato il suo sentimento per Beatrice in amore platonico poiché lei era già sposata.

Talvolta le relazioni purtroppo si logorano e diventano tossiche. Questo non ha niente a che fare con le crisi di coppia, che fanno parte dell’evoluzione di ogni rapporto sano. La sofferenza ha senso solo se è una tappa di un viaggio necessario a capire le dinamiche relazionali proprie e del partner. Se è una costante nella relazione significa che stiamo vivendo una relazione tossica.

Quando si vuole soffrire, oppure far soffrire a prescindere, vuol dire che i nostri, o altrui comportamenti sono tossici.

Amore tossico: i comportamenti tossici

Esistono dei comportamenti disfunzionali a livello di relazione che danneggiano l’altro, uno dei più comuni è il cosiddetto “ghosting”.

Il ghosting  è un neologismo, nel 2015 è stato inserito nel vocabolario Treccani e indica il: “comportamento di chi decide di interrompere bruscamente una relazione sentimentale e di scomparire dalla vita del partner, rendendosi irreperibile”. La tecnica del ghosting, del diventare fantasmi di se stessi agli occhi dell’ex pare andare per la maggiore sia nella vita reale sia tra i vip. Di solito per “sparire” si inizia dai social network: via l’amicizia da Facebook, via le foto da Instagram e via ogni tweet che riconduca all’ormai ex. (Barbara Massaro, Panorama.it, 2 luglio 2015, ‘Società’).  La finissima arte del dileguarsi si chiama Ghosting: la persona che ami a un certo punto sparisce, fa perdere le tracce, non risponde alle chiamate, praticamente si smaterializza e con lei anche la fiducia nel rapporto. (Valentina Maran, Elle.it, 10 settembre 2015, blog Sesso).
Dall’ingl. (to) ghost (‘muoversi come un fantasma’).

Perché una persona effettua il ghosting?

Subire il ghosting è un esperienza molto dolorosa. La vittima non smette di chiedersi cosa sia accaduto. Il senso di perdita e di abbandono si alimenta in assenza di una spiegazione plausibile.

Sparire nel nulla è un comportamento che esiste dalla notte dei tempi. La fanciulla sedotta e abbandonata esiste da sempre, gli avventurieri spesso si sono dati alla macchia dopo aver compromesso le giovani ragazze. L’uomo che è andato a comprare le sigarette e non è più tornato è un luogo comune. La persona che sparisce in genere ha difficoltà a spiegare che la relazione che sta vivendo non ha lo stesso significato che ha per il partner. Se il sentimento non è autentico come ha creduto o lasciato credere, darsi alla fuga è più semplice dare spiegazioni dolorose.

Il ghoster in genere non è arrabbiato con la persona dalla quale scappa, piuttosto ha instaurato un rapporto positivo che col tempo si è sgretolato. Preferisce perciò mettere in atto un comportamento evitante sperando che il partner ne prenda atto. Dire che si vuole interrompere un legame a qualcuno che non è preparato alla rottura è impegnativo e talvolta faticoso. Con ghosting non si intende solo la fine traumatica di una relazione per chi la subisce ma anche l’esserci o non esserci a piacimento che è un comportamento molto comune da quando la comunicazione tra individui avviene via internet. Nell’era di tinder basta silenziare la chat e andare off line per dileguarsi in un attimo e interrompere uno scambio di messaggi anche intenso. In chat è ancora più semplice che dal vivo non prendersi nessuna responsabilità riguardo ai propri sbalzi d’umore.

l benching

Il benching, diversamente dal ghosting è un modo per mantenere una relazione nei tempi e nei modi che piacciono a chi utilizza la tecnica del benching. In genere accade quando non si desidera avere una relazione seria ma non ci si confronta con l’altro. Il benching lo mette in atto chi è impegnato con una terza persona che interessa davvero, molto spesso è praticato da uomini sposati o fidanzati in cerca di avventure, o perché non si vogliono legami.

Dipendenze affettive

È chiaro che in amore siamo tutti un po’ dipendenti. Le attenzioni del partner fanno parte della cura della relazione. Essere felici perché il partner è attento ai nostri desideri, ai nostri bisogni e ci dimostra il sentimento è la condizione indispensabile ad una relazione sana.

Come liberarsi da una relazione tossica

Liberarsi da un amore tossico si può. Il primo passo è la consapevolezza nel riconoscere una condizione di sofferenza subita. Soffrire in silenzio e aspettare non è utile, chi utilizza le tecniche del ghosting o del benching non cambia, piuttosto abbassa l’autostima. È perciò fondamentale volersi bene e non dimenticare che: “Se amarti significa rinunciare all’amore per me stesso, il mio legame con te può dirsi tossico: non mi interessa”. (Walter Riso)

Amore tossico, relazioni e tarocchi

I tarocchi non risolvono sicuramente le domande eterne che ci poniamo sulle relazioni d’amore ma fanno da specchio alla relazione che stiamo vivendo in modo tale da comprendere molto più di noi stessi. Gli arcani parlano al cuore e ci aiutano a fare scelte responsabili perché: “In un amore tossico scivoli da un girone dell’Inferno a un altro, sempre più in basso, sempre più nel buio e nell’umiliazione. E ogni volta che incontri il tuo custode infernale continui a scambiarlo per un angelo”.

(Fabrizio Caramagna)

Amore Platonico

Amore Platonico

Amore Platonico

Quando si parla di Amore Platonico non si può non pensare a Platone, il filosofo greco che più di ogni altro ha trattato il tema dell’amore. La sua opera il Simposio, oppure il Convito, è una riflessione ampia e profonda sull’Eros, la più autorevole che il mondo antico ci abbia tramandato. Il concetto di amore platonico trova la sua espressione nel Simposio. Il concetto è espressa da Socrate e dagli altri commensali attraverso la metafora.

A cena con i filosofi greci

Immaginiamo una cena, durante la quale, il fior fiore degli intellettuali greci parla d’amore. Può sembrare strano nell’era 4.0, un gruppo di uomini a bere insieme al massimo guardano la partita o il cellulare. I nostri filosofi fortunatamente erano diversi.

Platone racconta perciò di un banchetto, cornice delle varie dissertazioni, nel quale il suo maestro Socrate ed altri commensali parlano d’amore. Il banchetto è stato organizzato dal poeta Agatone per festeggiare una sua vittoria teatrale. Per l’occasione Socrate si prepara accuratamente e incontra lungo la strada Aristodemo che decide di partecipare al banchetto. Il padrone di casa, dopo aver offerto buon cibo e buon vino ai suoi ospiti chiede ai commensali di scegliere l’argomento della serata, ed Erissimaco propone una discussione sull’Eros. Perciò Fedro, Pausania, Erissimaco, Aristofane, Agatone e Socrate, il sesto e ultimo a parlare argomentano sull’Eros.

Platone nel Simposio affida a Socrate il suo pensiero sull’Eros e il concetto d’amore che ha preso il suo nome, ovvero l’amore platonico.

Il concetto di Amore Platonico

Con amore platonico si intende un amore puro e casto, puramente spirituale e completamente slegato dalla componente sessuale e e fisica, ma che non ha niente a che fare con gli amori impossibili, come vedremo. In letteratura, per fare un esempio classico, Dante e Beatrice sono la coppia unita da amore platonico per antonomasia.

 Ma, andiamo con ordine per fare chiarezza sul concetto di amore platonico che talvolta si presta ad equivoci. Durante il simposio qualche commensale sostiene che l’amore si estrinseca esclusivamente nell’attrazione fisica. Altri ritengono che il sentimento nasce dall’incompiutezza. Si cerca perciò attraverso l’amore l’altra metà perduta.

Aristofane e l’altra metà del cielo

Il commediografo Aristofane ricorre allo strumento del mito per spiegare la teoria a seguire. Egli racconta che gli esseri umani avevano due teste, due organi sessuali, quattro mani e quattro braccia. Un bel giorno gli uomini tentarono di conquistare l’Olimpo, sfidando Zeus che divise tutta l’umanità in due parti.

Da quel momento in poi, secondo Aristofane ciascuna metà desiderava ricongiungersi con l’altra metà che le apparteneva. Ciò equivaleva un po’ a morire, poiché ciascuna metà era inattiva senza l’altra. Il sentimento dell’amore nasce perciò da un senso di incompletezza. Zeus, dopo essersi calmato, decide di evitare la fine degli uomini organizzando gli organi sessuali in modo che la procreazione avvenisse attraverso una atto d’amore tra uomo e donna. Quest’idea non è di Socrate il quale evidenzia anche altri aspetti dell’amore, ovvero la componente erotica, e la sublimazione dell’Eros attraverso la conoscenza.

 

I lati oscuri dell’Eros

Socrate racconta perciò che Eros è figlio di Pòros, ovvero l’ingegno e di Penìa, la povertà. Egli nasce poiché la povertà approfitta dell’ubriachezza dell’ingegno per generare un figlio. Eros è perciò figlio del bisogno e della passione. Egli è dunque un personaggio a metà tra la divinità e l’umanità e non ha solo qualità, come hanno sostenuto gli altri commensali, ma anche difetti.

L’amore perciò, per dirla in parole semplice ha anche i suoi lati oscuri. Socrate nel suo discorso cita la sacerdotessa Diotima. La sacerdotessa approfondisce il concetto secondo il quale la privazione la mancanza dell’amore fa comprendere l’importanza del sentimento molto più del trionfo dell’unione durante l’amplesso.

La privazione dell’Eros

 Successivamente lo strumento della metafora serve ad estrinsecare un altro concetto. Secondo Socrate ci sono uomini fertili nel corpo che cercano la felicità nella discendenza e nella continuità, ed altri, fertili nell’anima, che cercano invece una comunanza più profonda, un anima da amare.

Nel Simposio perciò Platone scandaglia ogni declinazione dell’amore, spiegandone la complessità e le diverse sfumature. Platone riconosce che l’interesse amoroso nasce dall’ attrazione fisica. Egli crea proprio una sorta di scala gerarchica dove si collocano diverse forme di amore al quale attribuisce un’assoluta centralità.

“Così io sostengo che Amore è il più antico fra gli dei, il più meritevole d’onore e quello che è più padrone di spingere gli uomini, da vivi e da morti, all’acquisto della virtù e della felicità. 

Il concetto di amore platonico non ha niente a che fare con l’amore impossibile, l’allievo di Socrate e maestro di Aristotele ritiene che l’essere umano è composto da anima e corpo. L’amore platonico va oltre i confini della bellezza fisica, pur riconoscendola. Supera perciò i confini della bellezza fisica contemplando l’essenza.

Uno dei fili conduttori della filosofia di Platone è appunto il dualismo. La realtà è perciò costituita da due realtà, spirito e materia che secondo il filosofo sono indipendenti, si uniscono ma non si mescolano.

L’amore platonico è perciò un amore che nasce a causa della bellezza del temperamento e soprattutto a causa dell’intelligenza della persona e che rimane nel mondo delle idee. E’ incorruttibile e perfetto e non viene contaminato dalla sessualità.

L’espressione “amore platonico” è stata utilizzata successivamente per la prima volta da Marsilio Ficino nel XV secolo.

Amore Platonico: Dante e Beatrice

Il primo esempio di amore platonico nella letteratura italiana è l’amore di Dante per la sua musa ispiratrice Beatrice che lo accompagna nel paradiso al posto di Virgilio.

Dante incontra Beatrice per la prima volta all’età di nove anni, numero che per il poeta, studioso di numerologia, rappresenta il miracolo. Nove anni dopo i due si incontrano e la giovanissima Beatrice rivolge il primo cortese saluto al poeta che ricambia. I loro sguardi si riconoscono e Dante sceglierà poi di narrare in versi tutti i sentimenti del suo amore platonico verso la bellissima Beatrice.

Ciò che ci hanno trasmesso i filosofi greci è importante per restituire all’espressione “amore platonico” il suo senso profondo. Nell’era di tinder è importante ricordare che l’amore platonico non è un amore virtuale, ma una scelta consapevole.

Può esistere ancora oggi un amore che sublimi il desiderio sessuale?

Cartomanzia e Divinazione

Cartomanzia e Divinazione

cartomanzia e divinazione

La cartomanzia è un antichissimo metodo di divinazione. L’arte della cartomanzia si esercita anche ora interpretando le comuni carte da gioco. Altri tipi di carte, come ad esempio I tarocchi e le sibille sono nate esclusivamente in funzione di quest’arte.

Storia della cartomanzia

Dal punto di vista etimologico la parola cartomanzia è composto dalla parola carta, e manzia, o manteia, che significa divinazione. La cartomanzia è perciò l’arte della divinazione. Viene esercitata interpretando simboli e e figure estratti da un mazzo di carte. Insieme all’astrologia è una pratica divinatoria usata in ogni cultura e in tutto il mondo fin dalla notte dei tempi.

Più che un metodo di previsione del futuro oggi l’arte della cartomanzia, che ha origini molto recenti rispetto ad altre forme di divinazione, è anche uno strumenti di introspezione.

La divinazione e l’arte della cartomanzia

La divinazione, dal latino divinare è l’arte di: “Presagire il futuro, per ispirazione divina, per arte magica o per potenza d’intuizione” (Treccani)

L’arte di interpretare il futuro osservando la posizione degli astri, o altri segni e simboli ha origini antichissime. La cartomanzia è un arte antica che ancora resiste al tempo.

Gli antichi greci, per qualsiasi decisione importante, consultavano gli oracoli divini, gli antenati della cartomanzia. I più grandi templi oracolari dell’antichità erano greci. L’oracolo più noto era la cosiddetta Sibilla delfica, dalla quale deriva l’oracolo di Delfi, il più ricco e prestigioso.

Cartomanzia e divinazione: gli oracoli greci

L’oracolo è un essere umano in grado di rivelare profezie, arte che ora appartiene alla cartomanzia, e consigliare saggiamente interpretando segni come ad esempio lo stormire delle fronde di una albero sacro.

Nell’antichità molti luoghi guadagnarono la reputazione di dispensare oracoli: divennero noti anch’essi come “oracoli”, così come le profezie stesse.

I santuari di consultazione oracolare hanno avuto lunga vita, come d’altronde la cartomanzia, ne sono sorti diversi in ogni angolo della Grecia. La caratteristica comune delle risposte dell’oracolo è che la profezia, o il consiglio era espresso in modo poco comprensibile, ambiguo, sibillino. il termine sibillino deriva dalla Sibilla Delfica. Gli oracoli erano  sacerdoti o sacerdotesse, che avevano ricevuto dalle divinità il dono di prevedere il futuro. La conoscenza del futuro era trasmessa in cambio di una donazione alle divinità. Avevano santuari dedicati, tra i quali il più famoso è il santuario di Apollo a Delfi.

L’oracolo al di sopra di ogni altro era la sibilla delfica, la cui origine era divina e perciò era vicinissima alla verità assoluta anche se la esprimeva ai soli mortali che erano in grado di modificare la storia dell’umanità.

La Sibilla Delfica

Le sibille nell’antica Grecia erano profetesse che si trovavano presso il santuario del Dio Apollo di Delfi, e avevano il dono di presagire il futuro, che appartiene ora alla cartomanzia. Erano vergini e prevalentemente ispirate dal dio Apollo. Le loro predizioni e i loro responsi erano espressi in forma estremamente ambigua, sibillina come si suo dire ora. Le sibille non erano solo figure mitologiche ma anche persone realmente esistenti.

Nella Grecia antica, la sibilla era una profetessa che stava presso il santuario del dio Apollo di Delfi, e posseduta dallo spirito del dio prevedeva il futuro. Nella complessa decorazione della Cappella Sistina, quindi, la Sibilla Delfica assume il ruolo di profetessa della venuta di Cristo sulla Terra. La leggenda racconta che la sibilla delfica è la sorellastra del Dio Apollo.

Nei musei vaticani a Roma, possiamo ammirare la serie dei veggenti, della quale la Sibilla delfica ne fa parte. La serie è stata dipinta da Michelangelo Buonarroti nel 1500. Fa parte della serie dei veggenti, e sotto al dipinto c’è una targa con scritto il suo nome. E’ parte della decorazione della volta della Cappella Sistina. E’ una delle prime figure della prima campata vicino alla porta d’ingresso usata dal papa per gli ingressi solenni.

Oltre alla Sibilla Delfica, che rappresenta la Grecia, l’Eritrea e l’Asia, è stata dipinta la sibilla Cumana, che rappresenta l’Italia e la libica, che rappresenta l’Africa.

Sibille e profeti

Complessivamente le figure sono dodici. Sibille e profeti nella Cappella Sistina sono coloro che annunciano la nascita di Cristo. La sibilla Delfica è una rivisitazione di Cassandra, altra figura mitologica greca, sacerdotessa nel tempio di Apollo, nota per prevedere sventure, come ad esempio la tragedia di Troia. la veggente della tragedia di Troia.

La Sibilla Delfica ha un fascino particolare. Ha un vestito verde e un mantello celeste e arancione. Il suo viso è incorniciato da un lungo velo che le copre la schiena.

Alle sue spalle ci sono due due assistenti, uno di loro sorregge il libro che l’altro legge. Lei svolge un rotolo alla sua sinistra e ha un espressione sorpresa, come se vedesse l’avvento di Cristo.

Tutti i dodici veggenti sono affiancati da assistenti e tutti hanno il loro nome scritto sotto al dipinto, ogni tabella ad esclusione di quella del profeta Zaccaria è sorretta da un putto.

La Sibilla Cumana

La Sibilla Cumana è molto importante per la nostra storia e per la storia della cartomanzia. Nella città di Cuma, in Campania c’è l’acropoli di Cuma. Nell’Eneide di Virgilio si narra che fu lei ad istruire Enea, dopo la distruzione della sua città, che si recò in Italia per fondare Alba Longa, la città dove Romolo e Remo, futuri fondatori di Roma, nacquero.

Un altra leggenda appartiene al greco Dionigi di Alicarnasso (circa 60 a.C. – circa 7 d.C.) Egli racconta che la Sibilla Cumana si presentò alla reggia di un re etrusco di Roma, presumibilmente Tarquinio il Superbo, chiedendo in latino di essere ricevuta dal re. Dovrà aspettare ben tre giorni per essere ricevuta. Una volta ricevuta offri ad un altissimo al re nove papiri profetici sul destino del potere di Roma. Tarquinio rifiutò l’offerta e la Sibilla Cumana bruciò tre dei nove papiri, e poi altri tre. Tarquinio alla fine acquistò tre papiri rimasti al prezzo di 9 e le chiese il nome. Lei rispose: “Scioglierai il bandolo intricato leggendo libri antichi”, Tarquinio non capì. Chiese perciò aiuto ad un indovino che gli spiegò che la lettura doveva essere in verticale, non per righe ma per colonne , perciò

“Scioglierai il bandolo intricato leggendo libri antichi”, diventa l’acronimo di Sibilla.

L’indovinò spiegò al re che i testi oracolari potevano essere interpretati non da tutti, ma solo da persone in grado di interpretarli. Le lettere iniziali di ogni parola andavano a formare il nome SIBILLA, e la donna era la Sibilla del suolo italico.

Cartomanzia e divinazione: i tarocchi delle Sibille

L’ introduzione dell’arte divinatoria della cartomanzia in Italia, secondo gli esperti, è raccontata in questo racconto mitologico, poiché Tarquinio fece depositare i libri oracolari nel tempio di Giove Capitolino sul Campidoglio. I libri erano consultati in situazioni di criticità.

I Tarocchi delle Sibille sono un mazzo di carte composto da 52 carte che simboleggiano ognuna una figura che rappresenta un significato divinatorio.

Amore e altri rimedi

Amore e altri rimedi, è sesso o amore?

amore e altri rimedi

Amore e altri rimedi è una commedia sentimentale del 2010. Il film, Love & Other Drugs in inglese, che è tutta un’altra storia, ed è intraducibile in italiano. è diretto dal regista Edward Zwick il film è tratto dal best sellers sul Viagra dal titolo The Evolution of a Viagra Salesman scritto da  Jamie Reidy.   Siamo nel 1996, Il protagonista, Jamie Randall, è un rappresentante di apparecchi elettronici. Il capo perciò licenzia James poiché lo scopre a fare sesso con la moglie di lui.

Dopo il licenziamento tuttavia Il nostro Jamie, interpretato da Jake Gyllenhaal, non si perde d’animo. Egli diventa rappresentante di un’importante industria farmaceutica, la statunitense Pfizer, casa della quale ultimamente si è parlato molto, a causa del vaccino prodotto per sconfiggere il covid 19.

Trama e riassunto di love and others drugs

Gli obiettivi del protagonista di amore e altri rimedi sono il successo e la ricchezza, a discapito dell’etica. Il collega gli spiega che per ottenere risultati deve convincere un medico molto rispettato a prescrivere lo zoloft anziché il prozac. James inizia perciò a farsi amico del dottor Knight, fingendo di essere un giovane specializzando in medicina.

Jamie, affiancando il dottore Knight conosce Maggie, una ragazza che è affetta dal morbo di Parkinson anche se al primo stadio. Egli è colpito dal carattere della ragazza. Maggie è uno spirito libero, ed anche a causa della sua malattia non vuole un legame duraturo, ma preferisce avventure occasionali e sesso totalmente disgiunto dal sentimento.

I due protagonisti della vicenda amorosa vivono perciò una relazione di sesso che nel film è un elemento importante, Il tempo dedicato all’intesa tra i due completamente nudi è molto lungo. L’incontro tra i due, che all’inizio si estrinseca grazie alla chimica tra i due, si trasformerà in una storia d’amore. I due in modo del tutto inaspettato, si scopriranno profondamente innamorati l’uno dell’altra.

Sesso e relazioni d’amore in amore e altri rimedi

Il film è diventato un cult perché affronta il tema dell’amore e quello di una malattia degenerativa in modo atipico. La protagonista Maggie, forse per la malattia ma anche per temperamento, non è assolutamente alla ricerca del principe azzurro, che considera una roba insopportabile. La protagonista, quando si rende conto che James si innamora di lei lo caccia proprio. L’impegno affettivo tra i due scaturisce da un cambiamento che accade poiché i protagonisti si liberano dalle loro cornici di scarsità e sperimentano emozioni alle quali non avevano dato significato. Jamie è egli è il tipico maschio alfa che ama fottere, nel senso letterale e traslato del termine, e soprattutto non prendersi nessuna responsabilità, il suo unico obiettivo è il Dio denaro fino a quando l’amore per Maggie non lo trasforma nell’uomo che vuole impegnarsi e prendersi cura della relazione, come dirà nel monologo finale.

Amore e altri rimedi: il monologo finale

“Io sono un grande stronzo. Anzi no, sono consapevolmente un grande stronzo, perché non mi è mai importato di niente e di nessuno in tutta la mia vita, e la verità è che più o meno tutti l’hanno accettato. Sai è così… è Jamie… e poi tu… Dio… tu!
Tu non hai mai pensato questo di me. Io non ho mai conosciuto nessuno che pensasse davvero che io volessi qualcosa, finché non ho incontrato te, e allora l’hai fatto credere a me, perciò sfortunatamente io ho bisogno di te e tu hai bisogno di me! […] Allora diciamo che in un universo parallelo c’è una coppia come noi solo che lei sta bene, lui è perfetto e i loro problemi sono quanti soldi potranno spendere per la loro vacanza o chi dei due è di cattivo umore quel giorno o se si sentono in colpa se lasciano i propri figli dalla baby sitter. Io non voglio che siamo come quei due, io voglio noi, te: questo.“

La personalità della protagonista Maggie merita una riflessione molto ampia proprio perché è l’opposto della classica Cenerentola affetta dalla sindrome del principe azzurro.

La sindrome di Cenerentola

È legittimo sognare un happy end quando si vive una relazione, ma attenzione a non commettere errori fatali.

L’amore è la più potente di tutte le droghe, e può sorprenderci anche quando scegliamo di vivere consapevolmente un’attrazione fisica. Scegliamo e non subiamo, che è differente.

Molte donne, al contrario della nostra Maggie, malata di Parkinson, sono affette dalla cosiddetta sindrome di Cenerentola.

La malattia, con enorme rispetto per Hans Christian Andersen e Walt Disney, rischia di far saltare il lieto fine nelle storie d’amore. La sindrome di Cenerentola in psicologia si riferisce alla donna che ha bisogno di una figura maschile che si prenda cura di lei. Molte donne soffrono di questo complesso, sono convinte che qualcuno debba salvarle dalla condizione che hanno scelto quando non si sentono protagoniste della propria vita. La verità è che invece possono uscire da una situazione insoddisfacente solo grazie alla consapevolezza del proprio valore. Posto che: ” Sogniamo la nostra vita, dobbiamo interpretarla e scoprire ciò che sta tentando di dirci, i messaggi che intende trasmetterci, fino a trasformarla in un sogno lucido”.

Il sogno lucido

Alejandro Jodorowsky quando si trova a Parigi legge i tarocchi di Marsiglia a chi lo desidera. Il drammaturgo non vende sogni leggendo il futuro ma si focalizza piuttosto sulla “reason why”. Egli non illude il consultante, è fermamente convinto che l’aspettativa è l’anticamera della delusione. Quando una donna gli chiede se incontrerà il principe azzurro la invita piuttosto ad una riflessione sui comportamenti da adottare in modo da fare in modo che realizzi un sogno lucido.

Cambiare il modo di pensare

Il complesso di Cenerentola è stato descritto per la prima volta da Colette Dowling nel libro omonimo e per superarlo occorre basare le relazioni d’amore sull’interdipendenza, sulla reciprocità, sul rispetto, restare incastrate in relazioni disfunzionali crea solo malessere.

Superarlo è fondamentale poiché gli uomini non hanno nessun desiderio di salvare nessuno, semplicemente si innamorano di donne che non appesantiscono la relazione. Quando le richieste di attenzione sono dettate da un bisogno affettivo che si estrinseca in aspettative che nascono dalla paura di essere indipendente gli uomini scappano a gambe levate. Gli uomini si innamorano delle donne come Maggie, la droga più potente per far innamorare un uomo è vivere da spirito libero, nessun uomo resiste ad una donna indipendente, proprio come è accaduto al protagonista della splendida commedia d’amore che abbiamo appena raccontato.

Tarocchi e Amore

Tarocchi e Amore

Tarocchi e Amore sono parole spesso associate tra di loro. Il mal d’amore è una malattia che colpisce chiunque e indistintamente senza discriminazione alcuna, e a qualsiasi età. Non c’è nessuna persona al mondo che non abbia sperimentato la sofferenza di un amore non corrisposto. Non c’è neanche nessuno che non abbia perplessità sulla relazione che sta vivendo.

Fortunatamente esistono degli accorgimenti per alleviare la sofferenza di questa malattia dell’anima.

Il mal d’amore riempie di malessere, impedisce di far fluire i sogni e realizzare i desideri. Questa condizione ha bisogno di risposte. I tarocchi sono uno strumento terapeutico molto utile a sciogliere i dubbi dell’amore e soprattutto a dare suggerimenti per raggiungere l’appagamento nella sfera sentimentale.

I dubbi dell’amore

Le perplessità amorose sono di varia natura. Si possono nutrire incertezze sulla forza del legame che stiamo vivendo in qualsiasi momento della storia. E soprattutto: ” Non siamo mai così indifesi verso la sofferenza, come nel momento in cui amiamo” (Freud)

I dubbi dell’amore è il tema di una canzone che Enrico Ruggeri ha scritto per Fiorella Mannoia. Rappresenta un vero e proprio viaggio simbolico tra le domande di ogni persona innamorata.

Nella prima strofa:

“Se una mattina io
mi accorgessi che con l’alba sei partito
con le tue valigie verso un’altra vita”

In altre parole, la talentuosa interprete Fiorella si chiede cosa farebbe se il suo partner la lasciasse. Anche se sarà dura, grazie agli amici, grazie alla curiosità, grazie a nuove opinioni e convinzione se ne farebbe una ragione:

“E comunque ne uscirei”.

L’ emozionante canzone è perciò un inno alla positività. Infatti dal mal d’amore si guarisce, ma per uscirne abbiamo bisogno di capire cosa sta accadendo al nostro cuore.

Tarocchi e Amore: alleviare la sofferenza

Nei momenti di sofferenza gli amici sono fondamentali, così come è importante mantenere la curiosità nei confronti delle cose belle della vita. Talvolta è anche molto importante confrontarsi con opinioni e convinzioni frenanti che ci fanno sentire sbagliate.

Il testo si snoda tra le molte domande che ci poniamo in amor immaginando diverse situazioni che possono verificarsi quando le cose non filano lisce, quando ci si accorge che ci si sopporta, quando non c’è comunicazione, non c’è comprensione, non c’è fiducia.

Quando accade ciò, una domanda potente scaturisce dal flusso delle emozioni contrastanti, e riguarda i sentimenti del partner, poiché ci chiediamo se sono corrisposti.

C’è sempre sentimento
nel tuo parlare piano
e nella tua mano

Già, perché quando la persona che ci fa battere il cuore parla poco, evade le nostre domande, non esprime le emozioni che prova per noi, non ha voglia di incontrarci o ha impegni che sembrano più importanti do noi, ci chiediamo cosa accade.

I tarocchi, poiché fanno da specchio alle nostre emozioni, sono uno strumento molto utile a sostenerci nei momenti di sofferenza, con il loro aiuto capiamo meglio se il nostro partner ci ama, se la nostra relazione sta attraversando un momento critico. D’altra parte i tarocchi ci suggeriscono cosa fare per ritrovare la serenità necessaria a superare un periodo complicato o ad innamorarci di nuovo.

E importante ricordare tuttavia che i tarocchi non sono una sfera di cristallo, ma un linguaggio composito di disegni e colori. Un linguaggio che i tarologi hanno imparato a decifrare e restituire intatto e che aiuta il consultante ad inoltrarsi nel proprio inconscio. I tarocchi non giudicano, sono lo specchio della nostra anima, Il consultante perciò diventa veggente, poiché guardandosi dentro riesce ad orientarsi meglio e a capire cosa non sta funzionando.

Cosa chiedere ai tarocchi?

Tarocchi e Amore: cosa chiedere perciò a questo meraviglioso strumento di trasformazione?

Facciamo un esempio, stai vivendo con un partner che conosci da poco tempo la fase della passione e dell’attrazione fisica. Ad un certo punto accade che cominci a chiederti se la passione si può trasformare in amore. Accade magari che non riesci a prendere sonno e ti chiedi se una storia nata in modo leggero, casuale ed improvviso possa evolversi in un legame solido e duraturo come il matrimonio. Poiché non tutti i rapporti sono uguali, e le sfumature sono infinite i tarocchi hanno la capacità di analizzare se il rapporto è destinato a durare e soprattutto riescono a suggerire i comportamenti da adottare per far sì che un’avventura si trasformi in un rapporto solido duraturo.

È amore vero o solo un avventura?

Le condizioni per trasformare un’ avventura in un rapporto solido e duraturo sono tante, perciò ti chiedi se i valori del partner sono allineati ai tuoi per far sì le forti emozioni si trasformino in un sodalizio i cui ingredienti sono fiducia, affetto, rispetto reciproco. Sono domande importanti sia per i più giovani, necessarie a capire se riuscirete a sposarvi, ad avere dei figli ed a invecchiare insieme ed anche per i meno giovani poiché la vita da sempre una seconda possibilità per incontrare la persona giusta.

Tarocchi e Amore: Sei single e vuoi sapere se conoscerai la persona giusta?

Il mondo è pieno di uomini e donne che sono single, le famiglie unipersonali sono oltre il 30% delle famiglie italiane, e sicuramente non tutti lo sono per scelta, ci sono tanti uomini e donne che non hanno nessuna voglia di ballare da soli e sono in cerca dell’anima gemella. Durante il viaggio per vivere in coppia, o tornare a vivere in coppia si incontrano persone diverse e talvolta, incrociando uno sguardo o un sorriso si provano emozioni positive, ci affascina il nostro nuovo collega, oppure quel tipo interessante che vediamo ogni giorno nel bar sotto casa e ci chiediamo se riusciremo a conoscerlo meglio e se sarà lui il nostro principe azzurro. 

È anche molto importante capire cosa fare per attrarre la persona giusta, come realizzare la relazione dei sogni, scoprire se un nostro modo di essere va modificato per essere o tornare ad essere la migliore versione di noi stessi, talvolta l’eccessiva timidezza, la mancanza di autostima, la paura del futuro sono impedimenti che frenano il fluire delle emozioni, e perciò degli accadimenti.

Non riesci a dimenticare il tuo ex e ti piacerebbe poter ricominciare?

La questione dell’ex è estremamente complessa se non riesci a dimenticarlo o vuoi riprovare a far funzionare la relazione:

C’è un tempo per seminare
E uno che hai voglia ad aspettare”
,

canta Ivano Fossati
C’è un tempo negato e uno segreto
Un tempo distante che è roba degli altri
Un momento che era meglio partire
E quella volta che noi due era meglio parlarci

Quando vivi un tempo negato è importante chiedersi se questo tempo d’aspetto ci porterà a sognare di nuovo, perché l’unica cosa che non possiamo permetterci è quella di soffrire inutilmente per chi non vuole esserci, perché troveremo sempre qualcuno che ci sarà.

Amore e Psiche: la leggenda

Amore e Psiche: la leggenda

amore e psiche

Chi non conosce la leggenda di Amore Psiche! Oggi parleremo proprio di questo, della storia del dio Amore, ovvero della relazione tra il dio Eros e la splendida Psiche. La favola è stata scritta dal poeta latino Apuleio nel II secolo dopo Cristo. Il racconto è inserito nella sua opera “Le metamorfosi”, o “Asino d’oro”.

Amore e Psiche la più bella fiaba d’amore dell’antichità

All’origine di questa antichissima favola amorosa all’origine della quale c’è un mito greco. Il famoso Eros del quale abbiamo parlato nel nostro articolo dedicato all’amore.

La favola è ancora attuale poiché è metafora dell’eterno conflitto tra cuore e cervello.

Rappresenta anche di molte altre condizioni legate alle emozioni che si provano durante le relazioni sentimentali, in particolare quando ci si innamora.

Verso il lieto fine

Molte discipline moderne, tra le quali il coaching, danno molto significato allo scenario dei pensieri dei singoli individui tra domini diversi ma interconnessi tra loro.

Il corpo, le emozioni e i pensieri se non allineati creano malessere. Se ciò che sentiamo con il corpo non è in linea con ciò che abbiamo in mente accade che i pensieri non sono fluidi e ci creano molte difficoltà nel vivere le relazioni.

Talvolta dobbiamo affrontare sfide importanti. Per uscire da situazioni complicate che non si spiegano solo con la ragione. Alcune arti antiche, come ad esempio la lettura dei tarocchi, esplorando l’irrazionale, ci aiutano a districare qualsiasi zavorra sentimentale stiamo vivendo. I tarocchi sono una guidi a realizzare l’happy end esattamente come Amore e Psiche. La coppia infatti, nonostante molte difficoltà, e molte prove superate, corona il loro sogno d’amore con il matrimonio. A seguire la trama di questa vicenda dell’anima umana innamorata dell’assoluto, dell’eterno e dell’amore.

Amore e Psiche : la trama

Apuleio racconta che Psiche è la più piccola delle tre bellissime figlie di un re e una regina. La fanciulla è talmente splendida che non esistevano parole per celebrare la sua bellezza. O meglio, esistevano, la sua bellezza veniva paragonata a quella di Venere (Afrodite in greco), la dea della bellezza.

Venere era gelosissima di Psiche. La dea si infuriava anche perché molte persone andavano a rendere omaggio alla mortale Psiche anziché recarsi ad adorare lei, la dea immortale. Venere perciò chiede al figlio Eros di colpire psiche con una delle sue frecce per farla innamorare dell’uomo più vigliacco del mondo.

Eros andò perciò dalla ragazza ma fu talmente colpito dalla sua bellezza che in realtà fece un autogol. Ovvero scagliò la freccia contro se stesso innamorandosi perdutamente della fanciulla il cui splendore veniva paragonato a quello di sua madre.

Dall’ innamoramento all’ amore

Psiche invece nonostante la sua bellezza non riusciva a trovare l’anima gemella. Nessun mortale aveva il coraggio di legarsi a lei, non sentendosi all’altezza della bella fanciulla. Il Padre di Psiche si decise perciò a chiedere consiglio all’oracolo di Apollo. Questo gli ordinò di portare la figlia in cima ad una rupe dove avrebbe incontrato il suo futuro marito, un mostro vile e malvagio.

Alla rupe arrivò invece Eros, che portò la ragazza nel palazzi degli dei anche se le impose il divieto di guardarlo in volto. Psiche per un po’ accettò il compromesso, anche se a malincuore. Alla rupe arrivò invece Eros, che portò la ragazza nel palazzi degli dei anche se le impose il divieto di guardarlo in volto. Psiche per un po’ accettò il compromesso, anche se a malincuore. Le sorelle invidiose di lei la convinsero a violare il patto. Psiche una notte, guidata dalla curiosità, che dicono sia femmina, mentre Amore dormiva si avvicinò al suo volto con una lampada. Restò folgorata dalla bellezza del suo uomo del quale si innamorò perdutamente.

Mentre lo guardava una goccia d’olio della lampada cadde su Amore. Il quale risvegliatosi, scappò via abbandonando la fanciulla che non aveva rispettato il divieto di guardarlo rompendo il loro patto di fiducia.

Le sfide di Psiche

Quando Venere venne a sapere tutta la faccenda, si infuriò talmente tanto e da perfetta suocera malefica sottopose Psiche a varie prove che la ragazza superò brillantemente. L’ultima prova che Psiche dovette affrontare fu di recarsi negli inferi e chiedere un pizzico della sua bellezza alla dea Proserpina.

Psiche andò ma non rispettò di nuovo il patto con la futura suocera, apri l’ampolla e cadde in un sonno profondissimo, l’ insana curiositas ancora una volta le fu fatale.

Per fortuna Amore, che nel frattempo l’aveva perdonata e sentiva fortemente la sua mancanza scese negli inferi a svegliarla e grazie all’aiuto di Giove, le offrirono da bere l’ambrosia per trasformarla in una dea immortale come il suo promesso sposo. La leggenda d’amore si conclude con il matrimonio dei due e con la nascita della loro bellissima bambina, chiamata Voluttà.

La nostra coppia, come direbbe Francesco Alberoni, passa da una fase di innamoramento ad una fase di amore consapevole e condiviso con tutti gli dei dell’Olimpo attraverso varie tappe nelle quali si riconoscono molti innamorati.

Le sfide dell’anima

Il cammino difficile e pieno di prove che Psiche deve affrontare per vivere la sua relazione in modo consapevole ed alla luce del sole è il percorso di qualsiasi anima innamorata. Eros ha affrontato prove diverse, ma a quei tempi gli uomini avevano la vita più semplice. Eppure anche Eros, da perfetto principe azzurro è andato a svegliare Psiche negli inferi e l’ha salvato da un profondissimo sonno prima di renderla immortale.

L’attualità della favola

La prosperità della favola è documentata dalla fortuna che ha avuto nei secoli che la rendono assolutamente attuale. Molti letterati come ad esempio Chiabrera, Marino e Pascoli si sono ispirati alla leggenda di Amore e Psiche, ed anche molti pittori, tra i quali Raffaello, Giulio Romano, Correggio e Caravaggio.

Lo scultore Canova ha tratto dalla favola di Amore e Psiche la sua opera più sensuale. Il gruppo scultoreo è stato realizzato tra il 1787 e il 1793 ed è conservato presso il museo del Louvre, a Parigi. Il capolavoro in marmo mostra un abbraccio delicato che è forse ancor più emozionante della favola che abbiamo appena narrato.

Amore e Psiche: il significato della leggenda

La fortunatissima leggenda ha il suo significato.  Amore, ovvero Cupido, o secondo la mitologia greca Eros è la personificazione dell’amore e del desiderio, che unendosi a Psiche, ovvero l’anima, le regala l’immortalità. 

I tarocchi, specchio dell’anima

Il percorso iniziatico dell’anima, ovvero di Psiche, la sua personificazione, è un viaggio dell’anima che vuole ricongiungersi con l’amore, e come sappiamo anche i tarocchi sono uno strumento per conoscersi storicamente e psicologicamente.

L’unione tra Amore e Psiche è inizialmente di natura erotica, infatti tutto accade nel buio, nell’inconsapevolezza assoluta. L’attrazione fisica ancora oggi nasce spesso in modo inspiegabile, e vissuta o meno, nasce la curiosità di sapere chi è l’altro, curiosità spesso declinata femminile. La mera curiosità secondo la leggenda è mortale, poiché Psiche, dovrà affrontare delle prove alla ricerca della conoscenza che nonostante tutto non bastano poiché Psiche dovrà trasformarsi e rinascere.

Matrimonio e amore coniugale

Matrimonio e amore coniugale

matrimonio e amore coniugale

Oggi ci occuperemo del matrimonio e l’amore coniugale, mentre nel precedente articolo abbiamo parlato dell’amore e delle sue innumerevoli declinazioni, cercando di raccontare cos’è questo sentimento al quale tutto l’universo obbedisce.

Abbiamo raccontato come i filosofi greci hanno classificato le diverse forme d’amore. I greci per primi, hanno raccontato l’importanza di questo sentimento e le relative differenze tra eros, amicizia e amore universale.

Successivamente abbiamo approfondito l’amore erotico, quello delle farfalle nello stomaco e del cuore in gola.

L’amore erotico ci fa perdere negli occhi della persona della quale ci innamoriamo e ci fa vedere l’infinito.

Ricordiamo, inoltre,  che l’ eros è quel tipo di amore che avviene tra due persone che provano attrazione fisica. Successivamente l’attrazione, fisica o mentale, e fa sbocciare una relazione romantica e passionale. Infatti il coronamento di una relazione d’amore spesso si realizza nella scelta di sposarsi.

Il matrimonio è perciò una scelta, più impegnativa e razionale, che accade tra due persone che decidono di scambiarsi una promessa.

Non solo la promessa si estrinseca nell’accettazione di un legame, ma anche nella la sottoscrizione di un impegno uno nei confronti dell’altro.

Matrimonio e impegno

L’amore coniugale è perciò l’amore tra due persone unite in matrimonio. Infatti, il matrimonio, non è solo la presenza del sentimento amoroso, che può esistere tra persone che non si scambiano la fatidica promessa. Ma dall’accettazione di un legame. Ovvero dalla sottoscrizione di un impegno nei confronti dell’altro che accade nel momento in cui si pronuncia il fatidico: “Sì, lo voglio”. Il Sì lo voglio è una promessa che oggi ha un immenso valore. In quanto l’impegno che due persone decidono di prendersi, almeno nel mondo occidentale, è una libera scelta.

Matrimonio e amore coniugale: l’ evoluzione

Le prime forme di unione tra uomo e donna esistono già dalla preistoria, ci sono state tramandate con immagini o semplicissime forme di scrittura.

La parola matrimonio deriva dal latino “matrimonium”. L’unione di “munus” e “mater” significa compito della madre. Perciò nel diritto romano con il termine di matrimonio si intendeva un legame che rendeva legittimi i figli nati da un unione.

Il Matrimonio, in riferimento alle culture e al periodo storico ha assunto significati molto diversi. All’inizio della storia di Roma, ed anche per i greci, i matrimoni non erano scelti degli sposi. Ma molto spesso erano pianificati da parte delle famiglie.

La donna è speso stata succube delle decisioni del padre. Perciò destinata a passare la vita con un estraneo per il quale non provava amore. L’organizzazione sociale infatti non consentiva ai giovani di incontrarsi. I matrimoni erano combinati dalle famiglie, e le donne dopo il matrimonio in giovanissima età conducevano vita ritirata in casa.

 A partire dalla fine della Repubblica, le donne romane acquistarono grande libertà. Il divorzio divenne una pratica corrente ai tempi di Cicerone, tantoché Giovenale e Marziale raccontano di donne che si sposavano per dieci volte.

Matrimonio e divorzio

Nonostante siano passati secoli queste tradizioni hanno lasciato molte tracce di sé nei costumi dell’uomo moderno. Talvolta i matrimoni combinati esistono ancora e non solo in Afghanistan. Inoltre lo scioglimento del matrimonio, ovvero la legge sul divorzio, è una legge che in Italia viene approvata solo nel 1970. Fortemente osteggiata dal movimento antidivorzista, vince il no con il referendum abrogativo del 1974.

Per far sì che tutto cambia senza restare quello che una volta era prenderemo come esempio la poetessa romana Sulpicia, poiché il matrimonio non può e non deve essere nient’altro che una scelta d’amore condivisa da due persone che si amano e decidono di impegnarsi a costruire un futuro comune e una famiglia, ad allevare insieme i figli che verranno.

Amore coniugale ed erotismo

Purtroppo della poetessa Sulpicia, vissuta nell’età di Domiziano restano solo due versi tramandati nelle satire di Giovinale. Secondo Marziale l’autrice era licenziosa e insieme casta. La poetessa dava espressione alla sessualità, e nonostante ciò cantava l’amore per il legittimo consorte. E’ stata perciò tratteggiata dal poeta come una donna “univira”, ovvero che celebra i piaceri dell’amore coniugale dando spazio anche all’erotismo.

Prendiamo spunto da Sulpicia per analizzare il matrimonio dei tempi moderni, poiché prima di pronunciare il fatidico sì è necessario porsi delle domande.

Alcune arti antiche, come la lettura dei tarocchi possono aiutare a capire se si sta sposando la persona giusta e se Il tuo partner è adatto a costruire con te qualcosa di importante.

Ella e John, un matrimonio d’amore

Ella e John sono i protagonisti di un delizioso film di Paolo Virzì. Il primo film americano del regista livornese che è assolutamente da vedere per la delicatezza, condita di ironia, con la quale il regista riesce ad affrontare una splendida storia d’amore coniugale. Paolo Virzì resta fedele al suo stile. In una sorta di continuità con “La pazza gioia”, la fuga in Versilia delle inseparabili Beatrice e Donatella. Che rifiutano ogni cura proposta per i loro disturbi mentali e scappano dalla clinica scegliendo la libertà assoluta.

Ella (Helen Mirren) malata di tumore e John (Donald Sutherland) affetto da Alzheimer. Giunti alla soglia degli ottanta anni decidono semplicemente di non smettere di fare quello che hanno fatto per tutta la vita, stare insieme da quando hanno deciso di sposarsi. La coppia sovverte la regola che i genitori ad un certo punto della vita debbano diventare figli dei propri figli, pesando con le loro malattie.

Finché morte non ci separi

E così, nel loro viaggio contromano, fuggono dalle cure che i figli vorrebbero scegliere per mantenerli in vita, e che li vorrebbero separati.

Prendono il loro vecchio camper, con il quale andavano in vacanza negli anni ’70 con i figli, soprannominato “The Leisure Seeker” (il film è tratto dall’omonimo romanzo di Michael Zadoorian) e scelgono come convivere con le proprie patologie.

Siamo in Massachusetts, anno 2016. Nel pieno della campagna elettorale di Donald Trump, e Ella e John sono perennemente “on the road”, scegliendo come vivere, e soprattutto come morire. Trasformano il tempo che resta in un’incredibile viaggio di nozze.

L’ultimo viaggio di nozze

Il loro viaggio ha una destinazione. La casa di Hemingway, scrittore prediletto del vecchio professore smemorato che non ricorda i nomi dei propri figli, ma conosce a memoria ogni verso. Si perde ancora nella lettura dei suoi libri, lamentando l’incapacità di non riuscire più a concentrarsi. Ma citando l’autore anche mentre cambia il filtro dell’acqua al camper. “Libertà vuol dire solo che non c’è niente da perdere”. Citazione nella quale è racchiuso il senso del film.

Tra battibecchi e gelosie

Durante tutto il viaggio giganteggia la coppia, in eterno conflitto, i battibecchi sono memorabili. John smemorato e talvolta senza alcuna connessione con la realtà si perde in citazioni “Il segreto di Hemingway è una prosa che è poesia”, con l’indignazione ancora fresca per chi ha scambiato la sua “stringatezza per semplicità”.
Lei ancora lucidissima. In ogni occasione e pausa fuori dal camper gli mostra le diapositive di figli e nipoti, nel tentativo di fargli recuperare la memoria.

“E’ stupendo quando dimentichi di essere smemorato”. Eppure John è smemorato a metà, dopo quarantotto anni è ancora geloso del primo amore di Ella, gelosia che si materializza in una scena esilarante nella quale pretende di conoscerlo e, in una casa di riposo impugna un fucile per ucciderlo.

Un eutanasia condivisa

Ma il tempo che resta è sacro, e morire con dignità un imperativo. Un’eutanasia condivisa, dalla quale i figli di Ella e John si sentono esclusi. “Si sono amati più tra loro di quanto abbiano amato noi”. Anche se scopriremo che non è così. Evaporare in una nuvola di ossido di carbonio si può, poiché l’altra ipotesi sarebbe stata il rischio di un accanimento terapeutico che rifiutano entrambi.
Momenti sublimi quando Ella con il corpo devastato dal tumore e dalla sofferenza lascia l’ultimo messaggio d’amore ai figli, la scelta di liberarli dal peso di accompagnarli nella malattia, e mette il rossetto sulle labbra con la medesima attenzione del loro primo giorno, e gli occhiali a John per permettergli di vedere.

“L’uomo è sconfitto ma non ancora distrutto, e questo è il paradiso”. Dirà John, ricordando Santiago, poiché de “Il vecchio e il mare” ha perfetta memoria. “Era magro e scarno e aveva rughe profonde alla nuca. Sulle guance aveva le chiazze del cancro della pelle provocato dai riflessi del sole…”.
Anche in Ella e John tutto è vecchio, ad eccezione degli occhi, e anche loro, come fu per lo scrittore statunitense non prescindono dalla scelta di come vivere, e come morire, in perfetta simbiosi e autonomia.

Amore e tarocchi

Abbiamo voluto raccontare la storia d’amore di Ella e John perché il matrimonio è una scelta condivisa che i due hanno voluto agire in modo totalizzante, non è stata la morte a separarli, hanno preferito di andarsene insieme.

E così, per concludere, se state per pronunciare il fatidico sì, oppure se avete dei dubbi sull’andamento del vostro matrimonio, i tarocchi possono aiutarvi e consigliarvi cosa far per vivere un matrimonio come quello di Ella e John.

Se sei interessato ad un consulto serio e professionale chiama ti basterà chiamare il numero 02370699912 per avere le risposte che stai cercando.

AMORE: Riflessioni sull’amore

AMORE: Riflessioni sull'amore

L’amore è il sentimento più antico del mondo. Una delle domande più potenti alla quale hanno cercato di rispondere filosofi, sociologi, poeti, romanzieri e cantautori riguarda il significato dell’amore. Il tema per la sua complessità sfugge ancora qualsiasi definizione univoca. L’amore fin dall’antichità ha ancora una moltitudine di interpretazioni talvolta contrastanti tra loro e ricche di sfumature. Magari fossero solo cinquanta, ahimè! 

Amore e tarocchi

Cos’è perciò l’amore? Proviamo a fare chiarezza intorno a questo sentimento. “L’amore è un chirurgo senza esperienza, dimentica le farfalle nello stomaco, mette il cuore in gola e sposta la testa tra le nuvole”.

Questa simpatica descrizione ironizza personificando l’amore in un dottore un po’ distratto. Quando ciò accade abbiamo tante domande alle quali non sappiamo rispondere, conosciamo i sintomi ma non la cura. Una delle soluzioni è perciò chiedere ai tarocchi cosa sta accadendo al nostro cuore e alla nostra testa.

Cosa ci fanno queste farfalle che non abbiamo ingerito in un luogo insolito e dedicato al cibo?

Poiché l’ amore sfugge a qualsiasi definizione, la carta dedicata all’amore nei tarocchi di Marsiglia raffigura l’angioletto Eros, ovvero la personificazione dell’amore.

Eros dal cielo lancia i suoi dardi ai protagonisti di un triangolo amoroso sulla terra. L’innamorato è la carta più ambigua e complessa da interpretare di tutti gli arcani. Questo perché appresenta la vita emozionale e tutto ciò che accade all’interno delle relazioni quando siamo innamorati.

Tutto l’universo obbedisce all’amore

Quando ci si innamora accade che “in certi sguardi si vede l’infinito” (Franco Battiato), e non sappiamo spiegarcelo anche se sappiamo bene che tutto l’universo obbedisce all’amore. Quando ciò accade desideriamo che l’infinito sia eterno, perché sentirsi innamorati è una sensazione meravigliosa per la sua intensità e per la fragilità che talvolta, nostro malgrado ci restituisce. Il nostro cuore non può ribellarsi alle emozioni che prova, ma capirle e viverle al meglio, anche chiedendo consiglio ai tarocchi.

L’amor che move il sole e l’altre stelle

Anche Dante, il sommo poeta che durante l’anno 2021 è stato ricordato con diversi eventi per celebrare i 700 anni dalla morte racconta dell’ amor che move il sole e l’altre stelle. Nell’ ultimo verso del paradiso Dante esprime il suo pensiero sulla vita e sull’amore. Dante considera l’amore il motore di tutte le cose, che perciò muove i suoi desideri e la sua volontà e che racchiude il significato della sua meravigliosa opera, la divina commedia.

L’amore è un sentimento che procura un’infinità varietà di emozioni talvolta contrastanti tra loro. Proviamo appagamento quando i nostri bisogni sono soddisfatti, malessere quando al contrario ciò non accade. Il tema è caro ai filosofi greci che hanno utilizzato diversi vocaboli per definirlo e distinguere i diversi tipi di amore.

Amore e filosofia

L’amore è il sentimento universale per eccellenza che i filosofi greci hanno classificato in quattro diverse tipologie. L’ eros è il desiderio erotico e romantico, la philia è invece l’amicizia e le sue infinite declinazioni, l’ agape, l’amore più prettamente spirituale del quale abbiamo parlato citando l’ultimo verso del paradiso dantesco.

L’eros è quel tipo di amore che avviene tra due persone che provano attrazione fisica e fa sbocciare tra loro una relazione romantica e passionale.

L’ Eros è la forma d’amore più complicata vissuta dagli esseri umani e si riferisce alle relazioni che si vivono. L’amore erotico provoca un coinvolgimento profondo che fa sentire le farfalle nello stomaco e il cuore in gola.

Poiché i greci davano un immenso valore alla razionalità, non davano a questo tipo di amore un significato positivo, perché secondo la mitologia, Eros, il dio dell’amore aveva il potere di far perdere il controllo a chi veniva in contatto con lui.

La prima apparizione della definizione di Eros  è nell’Iliade di Omero. In quel contesto Eros non è ancora una divinità ma piuttosto un desiderio fisico espresso dalle parole di Paride ad Elena, la donna più seducente dell’antichità.

“Ma ora andiamo a letto e facciamo l’amore:
non mi ha mai preso il cuore un desiderio (eros) tanto possente”.

La personificazione dell’ amore

Eros verrà personificato da Esiodo in poi, la leggenda dapprima narra che nasce dopo il caos, la terra e l’inferno, egli è perciò un dio primordiale e senza genitori.

Successivamente verrà rappresentato come un dio delle origini che è figlio della notte e del vento, nasce da un uovo d’argento e ha le ali d’oro, fino a diventare il dio dell’amore per antonomasia, chiamato Cupido in latino dai romani.

Sicuramente l’immagine più nota di Eros è quella del fanciullo alato dai riccioli biondi armato di arco e frecce che scaglia contro uomini e dei. L’angioletto alato colpisce le vittime regalando gioia e tormenti.

Eros, o Cupido per i romani è comune  simbolo univoco di amore. Ha ispirato poeti e filosofi come ad esempio il Simposio di Platone e la favola di Eros e Psiche.

Dal nome del dio nasce il termine erotismo, concetto che approfondiremo con grande attenzione cercando di capire soprattutto le differenze tra generi. E’ importante sottolineare che uomini e donne vivono i rapporti d’amore in modo differente.

L’erotismo per il sociologo Francesco Alberoni

Il sociologo Francesco Alberoni, profondo conoscitore dei rapporti d’amore nel suo libro: “L’erotismo”, pubblicato nel 1986 affronta il tema del cambiamento dei rapporti di coppia. Dopo la liberazione sessuale degli anni settanta c’è stata una sorta di rivoluzione. Il libro è stato molto amato e molto letto poiché ha affrontato un sentimento privatissimo, ovvero l’amore in tutte le sue forme. Nella prima parte del libro il nostro sociologo le differenze tra l’eros maschile e quello femminile.

Eros maschile ed eros femminile

La posizione del sociologo è decisamente netta. Secondo lui gli uomini distinguono in modo inequivocabile l’amore e il sesso, ovvero hanno il bisogno primordiale di accoppiarsi con più donne, viceversa le donne hanno, nonostante la liberazione sessuale avvenuta che il sesso non sia disgiunto dal sentimento. La visione del sociologo è piuttosto tradizionale, ma sicuramente al di là delle generalizzazioni è l’energia potente dell’amore a far incontrare esseri apparentemente così diversi. In un’intervista recente il sociologo sostiene che: ” Le donne hanno un grande interesse al mondo interno erotico-amoroso e a tutto ciò che ha che fare col mondo affettivo, loro e altrui. Sono capaci di passare la giornata a cercare di capire cosa pensa pensa quella lì di quello là. È un pensare con forti tinte sessuali: io le chiamo fantasie perché in parte sono cose reali, in parte immaginate e in parte supposte”.

Tale affermazione, che può sembrare troppo drastica, non esclude gli uomini dalle pene d’amore, che sono al centro di problemi sentimentali come le donne.

Razionalizzare l’irrazionale

Francesco Alberoni ha focalizzato gran parte della sua produzione su temi legati al sentimento, tra i suoi titoli più venduti ricordiamo “L’arte di amare” e “Innamoramento e amore”. Razionalizzare l’irrazionale è complesso, il sociologo in uno dei suoi ultimi articoli dedicati alla paura per la pandemia da coronavirus sostiene che: “per resistere alla paura e alle conseguenze che provoca occorre ricomporre l’unità della società, stare uniti, marciare uniti, agire razionalmente, ricostruire l’ordine sociale, la fiducia in se stessi e nel proprio futuro. Questa è la strada che dobbiamo seguire per vincere la paura coltivando dentro di noi fierezze, forza, coraggio e speranza“.

Sicuramente avere fiducia in se stessi e nel proprio futuro è fondamentale, ma talvolta è necessario avere un supporto, ed i tarocchi fanno da specchio alle nostre paure, e interrogarli ci aiuta a capire come compiere la miglior scelta possibile.

Dal padre della psicanalisi Freud in poi la letteratura, il cinema e la filosofia, hanno indagato attentamente le leggi che governano l’inconscio, per cercare di scoprire l’irrazionalità che regna al di là della nostra ragione.

I tarocchi e l’irrazionale di Alejandro Jodorowsky

In diversi discorsi e interviste, il maestro Alejandro Jodorowsky ha più volte ribadito come il nostro lato irrazionale, potremmo chiamarlo folle, sia la nostra parte migliore. È il luogo delle emozioni, delle sensazioni, di ciò che non è spiegabile razionalmente; è quindi anche il luogo dove si trova l’amore. I tarocchi sono una guida eccezionale a orientarsi nel nostro inconscio, sanno rispondere a domande che vanno oltre l’aspetto cognitivo, poiché sono uno strumento che indaga le emozioni.

Risposte d’amore

Cosa possiamo fare quando siamo afflitti da pene d’amore e problemi sentimentali? Per tentare di trovare una soluzione, una chiave di lettura ai propri problemi sentimentali alcune arti antiche, come la lettura dei tarocchi sono un’opportunità interessante per cercare delle risposte alle domande che nostre relazioni interpersonali.

Per tentare di trovare una soluzione, una chiave di lettura ai propri problemi sentimentali alcune arti antiche, come la lettura dei tarocchi sono un’opportunità interessante per cercare delle risposte alle domande che nostre relazioni interpersonali.

I tarocchi rispondono a qualsiasi domanda d’amore ci poniamo poiché esplorano le emozioni. Chiamando il numero 02370699912 potrai chiedere alle nostre cartomanti professioniste se il tuo partner è sincero con te, quali sono i suoi sentimenti, se puoi fidarti di lui e della sua fedeltà. Se stai soffrendo per una storia complicata potrai chiedere quali sono i suggerimenti per risolvere il tuo mal d’amore o far tornare la passione dei primi tempi, Il nostro servizio è attivo dalle ore 7 alle ore 2 di notte.